Ipocrisia Cattolica

Parlo personalmente, ho sempre fatto così, non mi ergo a diffusore di una conoscenza e coscienza universale ma credo di aver il dono di ragionare con la mia testa. Proprio il contrario di questo ho constato, tornando in Chiesa, dopo una lunga pausa, per assistere alla commemorazione di una persona defunta che ho avuto modo di conoscere. Sapevo di andare in contro a parecchi concetti in cui non mi ci sarei specchiato, lo avevo messo in preventivo, eppure credo che quello che ho sentito sia andato ben oltre le mie aspettative. Esaltazione della volontà divina, anche in un atto che segni di bontà non ha, ecco quel che più mi ha irato. Trasformare, con giri di parole persuasivi per le menti già fragili per l’evento, una riunione di tante persone che volevano ricordare con un pensiero, con una lacrima o semplicemente con la propria presenza una persona scomparsa in un atto di grande magnanimità di Dio che prendeva in consegna il ragazzo dalla madre. Una madre i cui sentimenti dovevano essere assopiti nel passaggio a Dio che magari trovava appagamento in questo, ormai portato a termine il suo dovere. Dio come matrice dell’immortalità , che errore. I grandi del passato insegnano: una persona continua a vivere fin quando il suo ricordo riecheggia nelle menti dei vivi, ed è questa la vera immortalità .
La mia opinione su IPOCRISIA CATTOLICA: io non so se chi ha scritto ciò ha mai letto del miracolo di Lazzaro resuscitato da Gesù. Ebbene anche Egli saputa la notizia che il suo amico Lazzaro era morto, ha pianto. La morte è il destino naturale di ogni essere vivente, uomo compreso, anzi Gesù stesso compreso. Proprio Lui ci ha insegnato che ognuno di noi dovrà un giorno presentarsi davanti al Creatore, e se vuole guadagnarsi il Paradiso, è meglio per lui che si presenti con buone garanzie, fornitegli dalla sua condotta morale durante la vita su questa terra. Chiaramente se poi uno non ci vuol credere, non ci crede, l’importante è che perlomeno si rispetti l’opinione altrui.
Certo che ho letto il miracolo di Lazzaro. Ciò non toglie che non vi è bontà o giustificazione razionale quando un ragazzo di 22 anni viene strappato ai suoi cari con la morte. Anzi ha dei contorni crudeli.
Certo che ha dei contorni crudeli…ci mancherebbe…anch’io sono andato ad un funerale di un mio amico e collega di appena 30 anni…ed è stato un vero strazio…non avevo mai visto una persona adulta (suo padre) piangere in modo così disperato. Tuttavia…e scusami se insisto,ci si deve ricordare che la logica con cui agisce Dio, non è la stessa di noi poveri umani: noi tendiamo ad essere egoisti anche quando preghiamo, invece Gesù ci ha insegnato ad amare il nostro nemico…”che merito abbiamo se facciamo del bene a chi già ci vuol bene?”. Per esempio, ed è lì che volevo arrivare nel commento di prima, perchè Gesù prima ha pianto e poi ha resuscitato Lazzaro se questi era comunque destinato un giorno o l’altro a morire comunque? Ecco che subentra la logica di Dio: Lazzaro è semplicemente uno che è stato toccato dalla grazia di Dio: cosa è successo invece a chi è stato testimone oculare di questo? Ha creduto….ha visto ed ha creduto…
In sincerità …mettendo da parte la questione religiosa della cosa.
La morte è una tappa naturale della vita, per quante scuse, o infiocchettature o significati gli si possano dare….rimane quella che è.
Se una cosa è viva, prima o poi cesserà di esserlo.
La mutabilità consiste anche in questo. Ciò che muore, da vita ad altre cose, che siano emozioni, che siano commemorazioni artistiche e via dicendo. Noi stessi viviamo per la morte di terze creature animali o vegetali.
Che dio ci voglia in cielo? Non lo conosco come identità umanizzata a livelli tali. E personalmente ho altre idee in proposito.
La cruda realtà è quella che si sente: soffrire, piangere, cercare nuovamente nuove ragioni x colmare il vuoto creato con quella mancanza, ed è dura.
L’ho vissuto come molti se non tutti.
Com’è difficile dirlo senza dargli significati più alti, o senza metterci di mezzo gli angeli. E quanto sarebbe facile comprenderlo senza litanie ad appesantire un sentimento già pesante.
Verrà il tempo di ridere ancora dopo il pianto.
Ma è giusto lasciare il tempo per ognuna di queste cose, senza incitare null’altro che già non abbiamo dentro di noi.
provo a dire la mia in merito…
nessuno di noi è contento se un giovane muore…è normale…e nessuna fede può togliere il dolore…può alleviarlo forse.
Ma ridurre la fede, o un qls credo, a medicina per un qls dolore è una vera cazzata…credere in Dio..avere fiducia in lui anke di fronte alle peggiori tragedie vuole dire credere in un disegno superiore di cui noi non siamo a conoscenza…un disegno ke non coincide col nostro. Non per niente, cristianamente parlando, la morte è anke positivamente detta “nascita a nuova vita”…quindi nn c’è nè da ragionare nè da farsi prendere da sentimentalismi…c’è da scegliere quale corrente seguire. Liberamente. Gesù era un uomo libero..non si è mai imposto a nessuno… “Chi mi ama prenda la sua croce e mi segua..” …chi decide di fare diversamente è altrettanto LIBERO di farlo…senza dimenticare ke la diversità è ricchezza. senza quindi spendere…o sprecare la vita a dire cosa è giusto credere e cosa no…rispettandosi gli uni verso gli altri. Non è quest’ultimo un concetto difficile…eppure ci si fa la guerra. Okkio allora…ognuno dica la propria ma poi amici come prima..senza incarnarsi troppo. kiss ^_^
Il pensiero logico conduce a non credere: strano a dirsi, è più facile ragionare che credere. Anch’io pensavo come te che la religione, le religioni, sono una piaga dell’umanità .
Tuttavia ero nel torto. Mi sto riavvicinando a Dio in un momento di grande sofferenza: Dio mi chiede di avere fede, non di ragionare. Non c’è spiegazione, non cercarla. Credi.
Prego che tu non debba soffrire come me in questo momento, ma che entrambi possiamo dimenticare la rabbia ed avvicinarci alla compassione, che è davvero l’unico sentimeno che ci avvicina ad essere parte di Dio.