Il Filo della RealtÃ

pubblicato il 29 March 2006 alle 13:43

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Finalmente ritorno a scrivere sul mio blog dopo un periodo di stallo intellettuale. Mancano pochi giorni all’elezioni politiche che dovrebbero sancire la fine dei 5 anni più scellerati di gestione politica del nostro Paese. Imperversano comizi, pubblicità e confronti politici in tivù; proprio su uno di questi volevo basare questa mia piccola riflessione: Ballarò del 28 Marzo nel quale, tra gli ospiti, c’era il Premier Silvio Berlusconi. Ciò che mi ha sorpreso maggiormente di tutto il dibattito e delle argomentazioni del Premier è il distaccamento dei suoi discorsi da quel che è la realtà . Da buon imprenditore, Berlusconi, dispensa una serie di numeri, percentuali e dati atti a confondere chi lo ascolta, ad inculcare un pensiero di convinzione nelle menti fragili di chi si lascia abbindolare dai numeri campati in aria. Tutto questo è discorde con la realtà , tasso di disoccupazione che scende ma che realmente sale, migliaia di assunzioni in tutti i campo che non si vedono. Il nostro Premier ricorda a tutti di aver cambiato l’università , la scuola e altre istituzioni, nessuno lo può negare, ma non si è chiesto certamente se in bene o male. In definitiva il nostro Berlusconi non segue un filo logico nei suoi discorsi che vada a pari passo con la realtà bensì si basa sui dati come ogni bravo uomo d’affari.

Bertinotti l’ha definito avversario, io lo definisco nemico della società .

Addio LibertÃ

pubblicato il 9 March 2006 alle 16:37

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L’Italia è uno di quei paese che si proclama liberale ma che in realtà è fondalmentalmente legato a delle idee conservatrici più o meno dell’epoca del ventennio. Parlando con un poliziotto della buoncostume, oggi, ho scoperto che esistono delle leggi proibizioniste anche in materia dei giochi di ruolo. Cos’è un gioco di ruolo? E’ semplicemente un gioco in cui imperosifichi un’altra persona dando sfogo alla tua fantasia, un alterego che può essere un nobile signore, un assassino, uno stupratore o un ladro e così via. Lo stato vuole tutelare i minori di 18 anni da eventuali giocata violente, sessuali o comunque che potrebbe lasciare l’utente traumatizzato. Molte sono le ragazze che nel gioco subiscono un abuso sessuale che turba la loro psiche nel reale. Cosa abominevole direte voi. Il gioco di ruolo in rete avviene tramite scrittura, questo gioco non ha molto di diverso da tutti quei racconti letterali che utilizzano scene spinte, violenza gratuita, ma lo stato obbliga i gestori di questi giochi a vietare l’accesso ai minori. Perchè? Per lo stesso motivo dovrebbero vietare la letteratura. Praticamente impediscono che il giocatore possa dare sfogo alla sua fantasia facendo in gioco, attraverso scrittura, quello che in realtà giustamente non può fare, paragonandolo ad un criminale anche nella realtà . Controllando pure la nostra fantasia finiranno per impartirci una morale unica per tutti, scelta da chi fa le leggi e da chi le fa rispettare, soltanto perchè nel profondo della nostra fantasia sognamo di essere valorosi guerrieri che uccidono i nemici. Dove sta la tutela in questo? Ricordo il caso Tamagochi, il giochino in cui si doveva accudire un animaletto virtuale che senza cure moriva. Quanti ragazzi avvenuta la morte del loro giochino virtuale si tolsero la vita? Eppure in quel caso non ci fu tutela per i minori. Il vero abominio è il pensiero bigotto che ci obbliga a seguire una morale che non ha senso e poi diminuire la pena ad uno stupratore reale se la ragazza portava i jeans o aveva già avuto rapporti sessuali.

Lasciateci almeno la fantasia di essere.

Ipocrisia Cattolica

pubblicato il 4 March 2006 alle 15:02

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Parlo personalmente, ho sempre fatto così, non mi ergo a diffusore di una conoscenza e coscienza universale ma credo di aver il dono di ragionare con la mia testa. Proprio il contrario di questo ho constato, tornando in Chiesa, dopo una lunga pausa, per assistere alla commemorazione di una persona defunta che ho avuto modo di conoscere. Sapevo di andare in contro a parecchi concetti in cui non mi ci sarei specchiato, lo avevo messo in preventivo, eppure credo che quello che ho sentito sia andato ben oltre le mie aspettative. Esaltazione della volontà divina, anche in un atto che segni di bontà non ha, ecco quel che più mi ha irato. Trasformare, con giri di parole persuasivi per le menti già fragili per l’evento, una riunione di tante persone che volevano ricordare con un pensiero, con una lacrima o semplicemente con la propria presenza una persona scomparsa in un atto di grande magnanimità di Dio che prendeva in consegna il ragazzo dalla madre. Una madre i cui sentimenti dovevano essere assopiti nel passaggio a Dio che magari trovava appagamento in questo, ormai portato a termine il suo dovere. Dio come matrice dell’immortalità , che errore. I grandi del passato insegnano: una persona continua a vivere fin quando il suo ricordo riecheggia nelle menti dei vivi, ed è questa la vera immortalità .