25 Aprile

pubblicato il 26 April 2006 alle 14:54

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Il Partigiano John - Africa Unite - Un Sole Che Brucia (1995)

E’ qui
E’ quel passato che affiora
son scatti di rabbia e tensione, non regge più
John lo sa,
ha settant’anni e tornerÃ
ad abbracciare il suo fucile
se deve andrÃ
è un partigiano e lotterÃ
c’è pietà ?

Il primo colpo l’han sparato qui
dritto in faccia, si scoppia in faccia
a sangue freddo e in pieno sole

ora sai che il primo colpo va sparato qui
dritto in faccia, si scoppia in faccia
la prima volta ti fa male
e poi.

Ma John è molto stanco ed ha fame,
fame di aiuto e supporto
che la bufera non da
hanno mischiato le carte
e il banco incassa
è una truffa.
La sabbia e oro
per chi non sa.

Il primo colpo va sparato qui
dritto in faccia, si scoppia in faccia
la prima volta ti fa male
e poi, libera.
Il primo colpo l’han sparato qui
dritto in faccia, si scoppia in faccia
a sangue freddo e in pieno sole

Per Non Dimenticare

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Il Ricordo

pubblicato il 12 April 2006 alle 02:14

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Stiamo perdendo la memoria, questo è quello che sta succedendo al nostro Paese. Non capiamo più cosa è successo e se quel che è successo sia giusto o sbagliato. L’Olocausto, La Resistenza o La Marcia su Roma stanno diventando episodi alienati dalla cultura del popolo che crea le sue convinzioni intorno ai “sentito dire”. Ecco la cosa più dannosa che accade: perdiamo la memoria e ci affidiamo al racconto di qualcuno che ne sa di meno di noi o che sa veramente come si sono evoluti i fatti ma ha convenienza a raccontarceli in maniera diversa. Oggi ho letto un’intervista a Luis Sepúlveda pubblicata sul giornale anarchico Arivista, consultabile Cliccando Qui nel loro sito ufficiale, che parla della situazione del Cile prima, durante e dopo la dittatura di Pinochet, con parole dure, sprezzanti ma che fanno rievocare la memoria di quel periodo tragico ed è assurdo che quello che emerge da questa intervista non arrivi alla gente comune. Dobbiamo sempre cercarci le informazioni.

Per non dimenticare.

Popolo di Coglioni

pubblicato il 6 April 2006 alle 19:48

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«Non credo ci siano così tanti coglioni che votano a sinistra».

E’ così che si apre la storia di oggi. Un tempo il popolo italiano veniva chiamato in modo offensivo “Spaghetti”, “Mafiosi” o “Pizza Gangster” tutti appellativi che vengono ridicolizzati da questo targato 2006. “Coglioni”, siamo un popolo di coglioni, perchè i sondaggi lo dicono, perchè nelle strade lo si vede, perchè nei discorsi lo senti. Quanto vale questo appellativo? Dovrebbe valere tanto perchè arriva da una persona che si spera debba essere pro popolo, moderata, educata e rispettosa, dovrebbe. La nostra storia si conclude semplicemente, grida al mondo che sei coglione anche tu, perchè si sa, i coglioni stanno sempre in mezzo a qualcosa.

No al Razzismo

pubblicato il 3 April 2006 alle 13:26

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Il detto “la mamma degli idioti è sempre incinta” sembra calzare a pennello a quanto è successo Sabato 1 Aprile allo Stadio Meazza in Milano. Tutti ricorderanno i fatti di Messina-Inter quanto il giocatore ivoriano Zoro era intenzionato a uscire dal campo qualora un gruppetto di tifosi interisti non avesse smesso di insultarlo. Memori di quel giorno, delle critiche derivate e dalle punizioni inflitte alla societ� nerazzura si sperava che un espisodio così raccapricciante non si ripetesse. Invece, per tutto l’arco della partita, il giocatore del Messina è stato insultato brutalmente dallo stesso gruppetto. La FIFA ha varato delle nuove leggi che entreranno in vigore nei prossimi campionati contro il razzismo: 3 punti di penalit� alla squadra e se recidiva retrocessione diretta. Norme dure, drastiche, forse esagerate ma probabilmente i tifosi ci penseranno un po’ di più prima di esprimere la loro idiozia rischiando di far retrocedere la propria squadra.

Quasi mi vergogno di avere la pelle bianca.