Addio LibertÃ

pubblicato il 9 March 2006 alle 16:37

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L’Italia è uno di quei paese che si proclama liberale ma che in realtà è fondalmentalmente legato a delle idee conservatrici più o meno dell’epoca del ventennio. Parlando con un poliziotto della buoncostume, oggi, ho scoperto che esistono delle leggi proibizioniste anche in materia dei giochi di ruolo. Cos’è un gioco di ruolo? E’ semplicemente un gioco in cui imperosifichi un’altra persona dando sfogo alla tua fantasia, un alterego che può essere un nobile signore, un assassino, uno stupratore o un ladro e così via. Lo stato vuole tutelare i minori di 18 anni da eventuali giocata violente, sessuali o comunque che potrebbe lasciare l’utente traumatizzato. Molte sono le ragazze che nel gioco subiscono un abuso sessuale che turba la loro psiche nel reale. Cosa abominevole direte voi. Il gioco di ruolo in rete avviene tramite scrittura, questo gioco non ha molto di diverso da tutti quei racconti letterali che utilizzano scene spinte, violenza gratuita, ma lo stato obbliga i gestori di questi giochi a vietare l’accesso ai minori. Perchè? Per lo stesso motivo dovrebbero vietare la letteratura. Praticamente impediscono che il giocatore possa dare sfogo alla sua fantasia facendo in gioco, attraverso scrittura, quello che in realtà giustamente non può fare, paragonandolo ad un criminale anche nella realtà . Controllando pure la nostra fantasia finiranno per impartirci una morale unica per tutti, scelta da chi fa le leggi e da chi le fa rispettare, soltanto perchè nel profondo della nostra fantasia sognamo di essere valorosi guerrieri che uccidono i nemici. Dove sta la tutela in questo? Ricordo il caso Tamagochi, il giochino in cui si doveva accudire un animaletto virtuale che senza cure moriva. Quanti ragazzi avvenuta la morte del loro giochino virtuale si tolsero la vita? Eppure in quel caso non ci fu tutela per i minori. Il vero abominio è il pensiero bigotto che ci obbliga a seguire una morale che non ha senso e poi diminuire la pena ad uno stupratore reale se la ragazza portava i jeans o aveva già avuto rapporti sessuali.

Lasciateci almeno la fantasia di essere.

Libero Jackpot

pubblicato il 20 February 2006 alle 12:35

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Geniale la mossa del giornale di Vittorio Feltri, Libero, che dal 14 Febbraio ha lanciato un concorso a premi con montepremi che si aggira intorno ai 500.000 euro totali più automobili messe in palio per le estrazioni parziali e finali. A questo punto vi chiederete cosa ci sia di strano in questo? Effettivamente non sembrerebbe nulla di assurdo eppure qualcosa ha fatto scattare un campanello d’allarme nella mia testa. Perchè Libero ha indetto questo concorso? Non mi ricordo di altre estrazioni a premi legate al giornale di Feltri. Sopratutto è un caso che il concorso sia affiliato con Mediolanum, notoriamente nota come la Banca del Presidente del Consiglio Berlusconi? Ed infine, è pura coincidenza che questo concorso cada proprio durante il periodo delle elezioni? Libero è un giornale legato politicamente a delle idiologie non propriamente costruttive per un Paese come l’Italia, titolare “Onore al Kamikaze Leghista”, dopo i recenti fatti che hanno visto come protagonista Calderoli, mi sembra una presa in giro verso tutti gli italiani, verso l’Islam e verso il vero concetto di Kamikaze. Allora mi chiedo: tutta questa montatura del concorso non servirà per caso a ragranellare qualche lettore in più, attirato dalla brama del denaro, cercando di plagiare una mente così facilmente suscettibile? Che ci sia dietro anche la “mano invisibile” del nostro Premier? Comunque sia, se trovate ben 5 facce dell’esimio Berlusconi vincete addirittura 5.000 euro, il premio più rilevante per quel determinato gioco. Onestamente preferirei non vincere quei soldi piuttosto che baciare la cartella di gioco per la foga con le facce di Berlusconi.

Grazie Vittorio.