WE7: Rivoluzione digitale.

pubblicato il 14 May 2007 alle 19:19

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We7 è il progetto per la musica gratuita partorito dalla mente di Peter Gabriel, uno dei più illustri musicisti della storia del rock. We7 darà la possibilità di scaricare gratuitamente musica, in formato digitale, direttamente dal web previo ascolto di uno spot pubblicitario. Lo spot sarà inserito all’interno dell’mp3 e durerà pochi secondi prima dell’inizio della canzone. In questo modo i costi della produzione verranno coperti dagli ’’advertisers’’ che inseriranno la pubblicità. Una vera e propria rivoluzione che - dice Gabriel - ha già trovato l’appoggio di diversi artisti disposti a rendere la loro musica scaricabile. Questo progetto trova però l’opposizione di alcune case discografiche fermamente contrarie a qualunque forma di download dalla rete. Considerando che in un’era dove il download illegale, attraverso la pratica del p2p, è sempre in continua ascesa, il We7 si pone come l’unica concreta garanzia per difendere i cantanti, le band e le stesse case discografiche dalla pirateria. Tutto ciò farà esultare anche i gruppi emergenti che avranno a disposizione un nuovo metodo gratuito e facilmente accessibile da un ampio potenziale pubblico in rete per farsi pubblicità.

L’Evoluzione del Mercato Discografica

pubblicato il 8 February 2006 alle 16:05

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Dal 2001, con l’avvento dei programmi p2p, il mercato discografico ha subito una pesante contrazione della domanda, anche se questo non sembra aver prodotto variazioni del prezzo dei singolo cd. La novità sta che gli amanti della musica possono condivedere, scambiare files musicali attraverso diversi programmi, scegliendo quali brani scaricare, senza essere più costretti all’acquisto di interi cd, e personalizzare le compilation. L’utente così supera il mercato discografico e gratuitamente può avere la musica che gli interessa. Questo mezzo della condivisione, la diffusione via internet è la migliore pubblicità per i gruppi che senza costi possono farsi conoscere con la semplicità di un download. Da poco gli Arctic Monkeys sono stati i primi a mettere un intero demo acquistabile unicamente sul web che ha segnato il loro successo, facendoli diventare da artisti sconosciuti a grandi della musica rock britannica. Ma non solo lo sharing gratuito è presente sul web, iTunes di Apple ha un archivio vastissimo di files da scaricare al prezzo irrisorio di 99 centesimi l’uno. Questo metodo procura dei profitti altissimi alle case discografiche, più alti di quelle derivate dalle vendite nei negozi, ma nonostante questo è pressante la richiesta delle major di aumentare il prezzo dei singoli brani. Le case discografiche sono mosse dall’avidità di speculare su un mercato che è in continuo ribasso, per questo già dopo il 2001 i prezzi dei cd aumentarono, e forse proprio per questo, i compensi agli artisti sono inferiori del 10%, una quota poco gratificante verso chi fa arte musicale. L’artista, è vero, ha come intenzione quella di fare arte, di divulgarla, di portare il proprio pensiero, le proprie parole al maggior numero di persone, ma gli deve essere riconosciuto ampiamente il merito della sua produzione. Gli Arctic Monkeys potrebbero essere solo i primi di una lunga serie di artisti in grado di svincolarsi dalla morsa delle case discografiche. Eppure una soluzione a tutto questo può esserci, in molti hanno avanzato l’ipotesi di introdurre un canone fisso mensile, di una cifra minima, per l’uso dei programmi p2p, una cifra che non creerebbe problemi all’utente, che abbandonerebbe l’illegalità dell’azione e i rischi che ne conseguono, e apporterebbe agli artisti e alle case discografiche dei profitti già superiori alle vendite solo con l’utenza americana. Insomma il mercato discografico che abbiamo conosciuto fino ad adesso è destinato a mutare, o addirittura a scomparire per far posto ad un mercato teclonologico, per adattarsi alle nuove esigenze del consumatore che ormai non è più disposto a spendere cifre che si aggirano intorno ai 20 euro per poche manciate di brani che gli interessano.

In onore di Kevlar che mi ha dato l’idea.