Ipocrisia Cattolica

pubblicato il 4 March 2006 alle 15:02

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Parlo personalmente, ho sempre fatto così, non mi ergo a diffusore di una conoscenza e coscienza universale ma credo di aver il dono di ragionare con la mia testa. Proprio il contrario di questo ho constato, tornando in Chiesa, dopo una lunga pausa, per assistere alla commemorazione di una persona defunta che ho avuto modo di conoscere. Sapevo di andare in contro a parecchi concetti in cui non mi ci sarei specchiato, lo avevo messo in preventivo, eppure credo che quello che ho sentito sia andato ben oltre le mie aspettative. Esaltazione della volontà divina, anche in un atto che segni di bontà non ha, ecco quel che più mi ha irato. Trasformare, con giri di parole persuasivi per le menti già fragili per l’evento, una riunione di tante persone che volevano ricordare con un pensiero, con una lacrima o semplicemente con la propria presenza una persona scomparsa in un atto di grande magnanimità di Dio che prendeva in consegna il ragazzo dalla madre. Una madre i cui sentimenti dovevano essere assopiti nel passaggio a Dio che magari trovava appagamento in questo, ormai portato a termine il suo dovere. Dio come matrice dell’immortalità , che errore. I grandi del passato insegnano: una persona continua a vivere fin quando il suo ricordo riecheggia nelle menti dei vivi, ed è questa la vera immortalità .