Per Par Condicio

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Siamo il clima elettorale e su questo penso non ci siano dubbi. In televisione vige la regola della par condicio che vieta la presenza di ospiti politici, di nominare i nomi dei candidati, insomma di fare qualsiasi riferimento, anche puramente casuale, alle elezioni per non turbare la suscettibile psiche dell’elettorato. Mi sembra una cosa più che corretta, l’elettore comune deve iniziare a pensare con la propria testa, a ricercare da solo la verità sui giornali, sulle tivù o sulla rete. Ore 17.00 del 25 Febbraio, su Rete 4, una delle famose reti del nostro Premier, è in corso la messa in onda del comizio a Perugia di Berlusconi. Non mi voglio soffermare sugli errori di coniugazione dei verbi, sulle storielle ironiche contro Prodi o sull’accusa di sondaggi pilotati da parte del centro-sinistra, bensì vorrei richiamare l’attenzione sulla par condicio. Che senso ha la legge sulla par condicio quando uno dei due candidati può usare a propria discrezione i suoi media per sponsorizzare la sua campagna elettorale? Mi si dirà : “dopotutto è suo, può farci quello che vuole”. Va bene, non lo nego, ma così si ha una disparità incredibile: Berlusconi che controlla giornali, televisioni, senza contare degli apporti finanziari di tasca sua, ottiene una campagna elettorare titanica rispetto a quella del suo avversario. Ricordando che, inoltre, per legge, ha a disposizione una conferenza a fine legislatura sull’ente televisivo pubblico.

Per par condicio dovrebbero dare almeno 4 reti televisive anche a Prodi.Â


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